Coldiretti Lazio al Convegno Frascati DOCG a Monte Porzio Catone
1 luglio 2013

Coldiretti Lazio al Convegno Frascati DOCG a Monte Porzio Catone

 
“Il settore vitivinicolo della zona del Frascati sta reagendo alla crisi che in questi 40 anni ha visto diminuire il prezzo delle uve a livelli che non sostengono più i costi di produzione e soprattutto il mantenimento dei livelli di qualità dei vini che il mercato chiede”.
Così il direttore di Coldiretti Lazio, Aldo Mattia, nel suo intervento al Convegno sulla presentazione ufficiale del Frascati Docg, tra passato ed aspettative per i futuro, che si  è svolto a Monte Porzio Catone sabato 29 giugno scorso, nell’ambito di un’intera giornata dedicata al vino che si è snodata in più eventi collegati, voluta dal Sindaco di Monte Porzio Catone, Luciano Gori.
Al convegno, al quale hanno partecipato grandi esperti, tecnici ed associazioni del settore vitivinicolo, Aldo Mattia ha sottolineato come una risposta alla crisi del settore “avvenga attraverso una valorizzazione delle qualità distintive dei vini dei Castelli attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera e soprattutto delle istituzioni locali che al nome dei vini hanno legato la promozione del proprio territorio”.
“Le “mille etichette” che marchiano i vini dei Castelli ed in particolare del Frascati possono trasformarsi da simbolo di frammentazione- ha sottolineato Mattia- in un nuovo modello di business al pari dei “mille campanili”, valorizzando la specificità di ognuno”.
“Ma questo non basta- ha aggiunto il direttore di Coldiretti Lazio- occorre ricorrere a strumenti come la vendita diretta, ad un rafforzamento dei controlli per porre fine alla mancanza di trasparenza che mina la competitività del mercato e soprattutto la vita stessa delle aziende produttrici”.
Nel suo intervento Mattia ha inoltre invocato accordi di filiera, maggiori risorse da destinare alle ristrutturazioni di aziende che fanno vendita diretta ed un’azione diretta dei Comuni nella promozione del vino locale con la riduzione o abolizione della TARSU per gli imprenditori agricoli che, in maniera concreta, portano circa il 70% della propria produzione sul territorio.
Infine Mattia ha parlato della necessità di attuare un’azione sinergica che porterebbe ad una riduzione dei costi, ad una maggiore qualità ed al controllo a favore delle aziende socie, lontane dalle logiche industriali, con le quali non possono competere né per numeri né per volume d’affari.

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