CONTRO LA CRISI SI DEVE PUNTARE SULLA VENDITA DIRETTA E SULLA RISTORAZIONE A KM.0
7 febbraio 2011

CONTRO LA CRISI SI DEVE PUNTARE SULLA VENDITA DIRETTA E SULLA RISTORAZIONE A KM.0

La Coldiretti ciociara punta sui farmers market e nel valore che può avere la ristorazione a km0 nell’ambito di un rilancio delle eccellenze agricole della provincia di Frosinone. Ne sono convinti i vertici dell’organizzazione che hanno preso parte alla conferenza stampa organizzata dalla Coldiretti del Lazio per illustrare i contenuti del nuovo testo di legge e per fare il punto della situazione. Il direttore Gianni Lisi, insieme a Loris Benacquista, presidente provinciale, Pietro Celletti, presidente Terranostra e Cristina Scappaticci, presidente Agrimercato Frosinone, è stato presente all’incontro con i responsabili della stampa al quale hanno preso parte il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, l’assessore regionale all’agricoltura Angela Birindelli, il commissario dell’Arsial  Mazzocchi e il presidente della Camera di Commercio di Roma Cremonesi. “In Ciociaria – ha chiosato Lisi – abbiamo iniziato da tempo un percorso di individuazione dei ristoranti che si sono proposti e che hanno a cuore le sorti ed il rilancio dei prodotti del nostro territorio. Oggi, grazie a questa legge, siamo certi che potremo dare un ulteriore slancio al nostro progetto e che troveremo disponibilità di nuovi interessi.” “Coldiretti – ha detto Benacquista -  proporrà degli emendamenti alla legge regionale approvata sulla promozione dei prodotti agroalimentari a chilometro zero, per rafforzare la valorizzazione di queste produzioni nel segmento della ristorazione collettiva, pubblica e privata. “Si tratta – ha detto Lisi – di un’azione «migliorativa» del testo regionale nato da una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Coldiretti, verte sul rafforzamento della comunicazione, verso i consumatori e verso i ristoratori pubblici e privati, con specifiche azioni regionali. Dobbiamo puntare – ha detto ancora Lisi - alla creazione di un albo regionale delle imprese esercenti attività di ristorazione che favoriscono il consumo di prodotti a chilometro zero e la creazione di una rete regionale di queste strutture. Altre regioni come ad esempio la l'Emilia-Romagna hanno delineato un percorso importante da tenere presente in questo ambito. Secondo l'indagine, nel 2010 i mercati agricoli a livello nazionale sono stati 705, partecipati da 16.000 aziende – hanno ricordato Pietro Celletti e Cristina Scappaticci. Oltre che un'opportunità di mercato per tante nostre imprese – ha aggiunto Lisi -  si tratta di una formidabile occasione per aggiungere concorrenza ad un sistema ingessato da anni, ma anche di una esperienza che ha uno straordinario effetto moltiplicatore sulle altre forme distributive, che per rispondere alle esigenze di un consumatore più informato dovranno garantire un adeguato spazio sui propri scaffali al vero prodotto Made in Italy». Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica - precisa Benacquista - si trovano prodotti locali del territorio, che non devono affrontare lunghi trasporti con mezzi inquinanti, e che vengono messi in vendita direttamente dall'agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. Guardare in faccia il produttore, farsi raccontare la storia del prodotto, salvaguardare le tradizioni culturali e colturali, fare un acquisto a giusto prezzo sono alcune delle motivazioni che spingono i consumatori verso i mercati di Campagna Amica.

LE CIFRE:
Secondo l'indagine svolta da Swg per conto di Coldiretti, il 62% dei visitatori dei mercati degli agricoltori sono donne; il 48% ha una età compresa tra i 35 ed i 54 anni e ben il 68% ha una scolarità medio alta, mentre la scelta è fortemente condizionata dalla ricerca di cibi sani, di informazioni sui prodotti e dal bisogno di essere rassicurati su quello che si mette nel piatto. Secondo l'indagine, i prodotti più acquistati nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica sono nell'ordine la verdura, la frutta, i formaggi, i salumi, il vino, il latte, il pane, le conserve di frutta, la frutta secca, i biscotti ed i legumi, con una spesa media di circa 26 euro per volta. Estremamente elevato il grado di soddisfazione, che è alto per il 75% degli acquirenti, medio per il 20%, mentre solo per il 2% è basso ed un 3% non risponde. Il giudizio positivo è confermato dal fatto che ben il 91% dei clienti è propenso a consigliare questa forma di acquisto ad altri, con il passaparola che è stato fino ad ora l'unica forma di pubblicità adottata per far conoscere i mercati. Sul fronte degli imprenditori, la metà degli agricoltori che partecipano ai mercati ha una età compresa tra i 25 ed i 44 anni, ben al di sotto dell'età media dell'imprenditorialità agricola, che si è alzata in modo preoccupante. L'elemento più rilevante dell'esperienza è il contatto diretto con i clienti con l'87% degli imprenditori che è molto soddisfatto, anche perchè la nuova attività ha un effetto positivo sull'occupazione, con il potenziamento della propria forza lavorativa nel 39% dei casi, e sul fatturato, che in media fa registrare un aumento del 20%, particolarmente rilevante in un momento di crisi.

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