ELEZIONI SINDACO DI ROMA: L’INCONTRO DELLA COLDIRETTI CON IGNAZIO MARINO
24 maggio 2013

ELEZIONI SINDACO DI ROMA: L’INCONTRO DELLA COLDIRETTI CON IGNAZIO MARINO

"Siamo in una città agricola e a dirlo sono i numeri: nel solo comune di Roma si contano quasi 1600 imprese tesserate, una cifra che ci fa capire immediatamente l’importanza di questo comparto produttivo. Perciò oggi, Professor Marino, le presentiamo i temi sui quali, se sarà lei il primo cittadino, ci dovremo confrontare da subito e rispetto ai quali chiederemo risposte concrete e certe per migliorare l’attività delle nostre imprese”. Con queste parole il Direttore di Coldiretti Roma, Aldo Mattia, ha aperto ieri a Roma l’incontro con Ignazio Marino, candidato alle elezioni comunali del 26 e 27 maggio.
“La Coldiretti, negli anni ha subito una trasformazione importante: da organizzazione storicamente verticale, che rappresentava solo le produzioni, ad organizzazione orizzontale che guarda alle attività collaterali, ovvero ad un mondo chiamato cibo,  al settore dell’agroalimentare che, da solo, a Roma vale circa 6 miliardi di euro”.
Così, nel suo intervento, il Presidente di Coldiretti Roma, David Granieri che poi ha aggiunto: “negli ultimi dieci anni, nel Lazio, hanno chiuso circa il 60% delle imprese agricole, il dato di Roma è il 10%. Ciò significa che Roma è un mercato che dà una possibilità a chi produce e a chi commercia. In campagna elettorale abbiamo tanto sentito parlare di lavoro, ma non abbiamo ancora visto politiche in grado di generare davvero posti di lavoro. Inoltre, Roma è un fattore di marketing territoriale. Noi potremmo vivere anche solo di cultura, agroalimentare e turismo. Non a caso nel documento in sei punti che oggi le presentiamo e nel quale abbiamo inserito i temi che ci stanno più a cuore, abbiamo messo al primo posto agricoltura e cibo come scelta strategica. Naturalmente, seguono la difesa del suolo dalla cementificazione; il favorire lo sviluppo dei Mercati degli agricoltori in vendita diretta, pensiamo a quello di San Teodoro e quello di Via Tiburtina che da solo conta una frequentazione di oltre 400.000 persone, svolgendo una funzione sociale per via di un risparmio di circa il 30% rispetto ai prezzi di mercato. Roma ha voglia di agroalimentare di qualità. Non da ultimo chiediamo l'attivazione, con urgenza, delle procedure necessarie a chiarire la situazione della Centrale del Latte di Roma".
"Come avete ricordato Roma è il Comune più agricolo d’Europa con 51.000 ettari di terra, ricchi di biodiversità. Come possiamo essere orgogliosi della nostra cultura, della nostra arte e della nostra archeologia, lo dobbiamo essere anche della natura contenuta in questi 51.000 ettari. Se sarò sindaco non voglio altro cemento nell’agro romano”.
Ha esordito così Ignazio Marino che nel suo programma intende difendere la biodiversità e l’agro romano “ma senza fermare l’industria edilizia, con un piano di riqualificazione dell’edificato già esistente che potrà servire per la distribuzione dei prodotti agricoli. Una riqualificazione dei mercati rionali, ad esempio, potrebbe consentire la loro utilizzazione per la distribuzione dai comuni direttamente ai banchi del mercato. Dobbiamo investire nell’agroalimentare di qualità perché non ci sarà nessuna crescita del PIL che nei prossimi venti anni potrà garantire l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini di una città come Roma se non ci sarà un cambiamento radicale degli stili di vita che partono proprio dall’alimentazione. Penso anche allo sviluppo di un’agricoltura di prossimità, per fare in modo che quello che viene prodotto nell’agro romano possa essere facilmente distribuito in tutta la città. Esperimenti già esistono in questo senso, ma occorre moltiplicarli di un fattore 100 se vogliamo che vengano utilizzate tutte le risorse che voi potete offrire.
Il candidato sindaco del centro sinistra ha poi parlato del futuro dei giovani per i quali prevede borse di studio per la formazione ed il tirocinio ed investimenti sulle infrastrutture come, ad esempio, la banda larga per aiutarli a mettere in rete i prodotti locali verso la grande distribuzione”.
Per gli agricoltori Marino immagina un ruolo attivo anche nella cultura, nella didattica e nel turismo. “Nelle colline dell’agro romano con splendidi vigneti-ha spiegato Marino- si può immaginare un turismo specializzato, culturale, con assaggio di vini e dei prodotti della terra. Il nostro futuro è nel mettere insieme terra, cultura e arte”.
In merito alla Centrale del Latte, infine, Marino, ha detto che si dovrà valutare una transazione con Parmalat, tesa a mantenere l’occupazione e le quote degli agricoltori, o anche aumentarle.

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