PRODUZIONI
25 settembre 2014

PRODUZIONI

Cosa c'è di meglio del latte sano? Il Latte Nobile, ricco di sapori e antiossidanti che combatte il colesterolo.

Dopo Napoli e Torino, arriva a Roma il latte nobile. Dal 26 settembre i romani avranno la possibilità di scegliere la qualità del latte, l'alimento principe della tavola. Il latte nobile è il latte di una volta, di quando si aveva la possibilità di andare in stalla e di bere il latte di quell'allevatore, di quella zona. Allora il latte era diverso perché gli animali avevano una dieta a base di buone erbe. Il disciplinare del latte nobile prevede che gli animali debbano ricevere almeno il 70% di fieno e che le erbe siano almeno quattro, sono assolutamente vietati tutti quei prodotti che contengano anche in minima parte organismi geneticamente modificati. In questo modo le vacche abbassano le produzioni e ci forniscono un latte con la complessità aromatica e un valore nutrizionale più importante. Il disciplinare prevede che il rapporto omega6/omega 3 ovvero grassi saturi e polinsaturi, debba essere sotto quattro il che vuol dire che non solo non aumentano il colesterolo, ma che lo abbassano, oltre ad apportare una grande quantità di polifenoli e antiossidanti derivati proprio dalle diverse erbe di cui si nutrono le bestie. In Italia sempre più allevatori scelgono di passare al latte nobile. Il latte che i consumatori troveranno nei locali più prestigiosi di Roma è prodotto dall'azienda Frisona di Andrea Colagiacomo, un giovane allenatore che ha voluto coraggiosamente sperimentare questa tecnica che, se da una parte da bassa produzione di latte, dall'altra riduce l'impatto ambientale, aumenta il benessere animale e, soprattutto, migliora sensibilmente la qualità del latte. La novità è stata presentata a Roma alla presenza di Carlo Hausman, direttore generale dell’Azienda romana mercati, Roberto Rubino, presidente di Anfosc (Associazione formaggi sotto il cielo) e ideatore del progetto, Federico Infascelli docente presso l’Università Federico II di Napoli, Andrea Colagiacomo, allevatore, Antonino Fagiolo, responsabile dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Latina.

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