Riforma della politica agricola
7 novembre 2011

Riforma della politica agricola

 Coldiretti Frosinone esamina con preoccupazione la situazione legata alla proposta di riforma della politica agricola presentata di recente dalla Commissione Europea. “Questa riforma –spiega Paolo De Cesare, direttore provinciale della sede ciociara di Coldiretti - taglia le risorse destinate per i mercati di ben 1,4 miliardi di euro nel periodo dal 2014 al 2020 e di un ammontare annuo a regime pari a 240 milioni di euro rispetto al 2013 (-6 per cento). Tutto ciò  è emerso al primo workshop sulle proposte di riforma della Politica Agricola della Commissione europea “ La nuova Pac dopo il 2013 Prima analisi delle proposte Ue” del gruppo 2013 promosso dalla Coldiretti. Nonostante l’invito di Bill Gates al G20 ad investire sull’agricoltura, gli effetti della crisi si fanno sentire anche sul settore con le tensioni che penalizzano la nostra provincia che con la proposta di riforma - sottolinea De Cesare - perde meno risorse solo rispetto a Malta, Olanda e Belgio ma molte di piu’ rispetto a Francia, Germania, ed il resto dell’Unione Europea. In sostanza – precisa il direttore di Coldiretti - l’Italia paga da sola quasi un terzo dell’intero ammontare di risorse destinate alla convergenza dei nuovi paesi entrati nell’Unione. A essere messo sotto accusa da parte dei maggiori ricercatori ed accademici italiani del settore riuniti dalla Coldiretti con il Gruppo 2013 non è pero’ solo il budget ma anche la modalità di distribuzione delle risorse. “La proposta di riforma della Politica agricola varata dalla Commissione Europea premia chi ha tanta terra e non ci fa niente” ha dichiarato ancora De Cesare. “Invece di definire gli agricoltori attivi in base a quello che effettivamente fanno, il testo varato dalla Commissione li definisce solo in base alla quantità di aiuti che ricevono premiando così le rendite e le dimensioni e non certo il lavoro e gli investimenti”. Con questa riforma, secondo il direttore della Coldiretti ciociara, “paghiamo il prezzo di una storica assenza nelle sedi comunitarie nei momenti in cui si prendono le decisioni importanti. In Europa si è abituati a decidere con largo anticipo e non come da noi dove affrontiamo i problemi giorno per giorno dopo che si sono verificati. Con questo atteggiamento miope in Europa – ha continuato De Cesare - l’Italia ha sempre perso nel passato, perde oggi con questa riforma e, se non cambierà comportamento, continuerà a perdere nel futuro. Una situazione inaccettabile di fronte alla quale la Coldiretti è pronta a mettere in campo ogni azione utile per realizzare una riforma più equa e giusta, visto che si prospetta per l’Italia una trattativa tutta in salita”. In gioco ci sono circa 6 miliardi di fondi comunitari all’anno per i prossimi sette anni ma, soprattutto, il futuro di oltre 17 milioni di ettari di terreno coltivato dal quale nascono produzioni da primato che danno prestigio e competitività al Made in Italy nel mondo. “In un momento di forte crisi economica – ha concluso De Cesare - le risorse andrebbero, infatti, indirizzate verso un’agricoltura che dà risposte in termini di competitività, occupazione, sicurezza alimentare e soprattutto verso chi l’agricoltura la fa sul serio e ci vive”.

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