SICCITA’
5 ottobre 2011

SICCITA’

In agricoltura dopo il caldo ora arriva l’allarme siccità con il livello idrometrico dei fiumi che preoccupa. La Coldiretti di Frosinone segnala che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono piu’ che dimezzate le precipitazioni rispetto al periodo di riferimento, sulla base di elaborazioni su dati Ucea relativi alle prime due decadi di settembre, mese che si classifica al nord come il piu' caldo degli ultimi 150 anni. La situazione di sofferenza interessa praticamente, seppur a macchia di leopardo, tutte le zone agricole della provincia ciociara. “Proprio per questo – spiega il direttore della Coldiretti di Frosinone Paolo De Cesare -  abbiamo inviato una e-mail a tutti i comuni affinché attivino le procedure previste per la verifica dei presupposti per l’inoltro della richiesta di calamità”. Per salvare le piante da frutta dallo stress provocato dal caldo torrido e dall’assenza di pioggia, ed anche per garantire la fioritura nel prossimo anno, è stato necessario ricorrere straordinariamente all’irrigazione di soccorso per ortaggi e frutta in un periodo in cui normalmente l’acqua è garantita dal cielo.
E’ stato necessario allungare il periodo di irrigazione – precisa il direttore Paolo De Cesare - per non perdere le colture in un autunno del tutto anomalo dal punto di vista meteorologico che sta mettendo a rischio le produzioni abituali di stagione. Per lo squilibrio idrico molti ortaggi vanno a fiore fuori stagione e non possono essere piu’ commercializzati mentre il raccolto di tradizionali verdure autunnali come radicchio, verze e cavoli sarà anticipato e gli agricoltori stanno pensando ad una nuova semina per garantire le forniture invernali. Gli effetti cominciano a farsi sentire anche sugli olivi che – spiega ancora De Cesare - senz`acqua, sopravvivono sfruttando i loro stessi frutti, ma se la siccità permane cadranno molte olive: si farà meno olio, comunque ottimo.
La vendemmia  è partita con grande anticipo per le uve bianche e la produzione complessiva di vino si prevede al minimo storico pure se di qualità molto buona per la presenza di uve sane anche se con resa contenuta.
Complessivamente l’effetto combinato di caldo e assenza di pioggia sta determinando un drastico taglio dei raccolti che arriva al 20 per cento.

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