SINDACALE
13 settembre 2013

SINDACALE

I cinghiali conquistano nuovi terreni nella Piana reatina
Battistelli: “Dopo le promesse, dalla Regione solo un assordante silenzio”

A distanza di poco più di un mese dalla manifestazione che la Coldiretti Lazio ha organizzato lungo la Salaria, all’altezza di Passo Corese di Fara Sabina, per sollecitare dalla Regione Lazio risposte per gli agricoltori, che quotidianamente subiscono danni dalla fauna selvatica (cinghiali, lupi, istrici e scoiattoli), e dalle promesse fatte dall’assessore all'Agricoltura della Pisana, Sonia Ricci, ancora una volta la federazione della Coldiretti Rieti è costretta a tornare sul problema. Ultimo, ma purtroppo solo in ordine di tempo è il caso di un agricoltore della Piana reatina, Roberto Colasanti, titolare di un’azienda agricola di 24 ettari coltivati a mais andati già per oltre la metà distrutti a causa dei cinghiali. “Ormai – racconta l’agricoltore – i cinghiali si sono stanziati nel mio terreno. Tutte le mattine non posso far altro che constatare i danni che continuano ad arrecarmi. Sono disperato, lo scorso anno ho subito, sempre a causa di questi animali, un ammanco di circa 18 mila euro e oggi non riesco più a far fronte alle spese quotidiane. Non chiedo niente se non di poter vivere del mio lavoro, come ho sempre fatto e, per far valere i miei diritti e quelli della mia famiglia, sono pronto anche ad incatenarmi davanti alla Prefettura. Le istituzioni devono venire in aiuto a me e agli altri agricoltori che hanno subito e subiscono tutti i giorni questi scempi”. “Ora basta – commenta il direttore della federazione reatina Gabriel Battistelli – l’assordante silenzio della Regione Lazio non è più tollerabile. Mentre l’assessore Fabio Refrigeri ha dato seguito alle promesse fatte nel corso della manifestazione a Passo Corese relativamente ai terreni che ricadono all’interno delle aree parco, stanziando 300 mila euro per risarcire i danni e impegnandosi a cercare soluzioni anche per il pagamento di situazioni pregresse, l’assessore Ricci non ha fatto nulla. Le promesse fatte telefonicamente agli agricoltori della Coldiretti di tutto il Lazio, di rendere cioè subito disponibili 280 mila euro per offrire loro una prima boccata di ossigeno e, successivamente, altri 280 mila euro sono rimaste solo parole volate via col vento. Niente di tutto ciò è stato fatto e quello che ci preoccupa di più è sapere che non ci sarà nessun assestamento di bilancio. Ci troviamo sull’orlo di una vera crisi. Gli agricoltori, ormai stanchi ed esasperati, ancora una volta delusi dalle vuote promesse della politica, sono diventati una bomba ad orologeria, che può esplodere da un momento all’altro. Chiederemo a breve un nuovo incontro con il Prefetto perché quello dei cinghiali non si trasformi in un’emergenza sociale. Se infatti è vero che vogliamo evitare azioni eclatanti da parte degli imprenditori agricoli, è vero anche che con l’arrivo degli ungulati nella Piana cresce il rischio legato alla sicurezza stradale a fronte della vicinanza ai campi di importanti arterie stradali”.

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