SINDACALE
31 marzo 2015

SINDACALE

ROMA: l'addio alle quote latte porta in piazza le preoccupazioni degli allevatori

Ennesima manifestazione degli allevatori capitolini stamane in Piazza del Foro di Traiano a Roma dove, alla presenza del Ministro Maurizio Martina e del Presidente nazionale Coldiretti Roberto Moncalvo, si è cercato di porre l’attenzione sulla situazione del comparto lattiero caseario che dal 01 aprile abbandonerà il regime delle quote latte, in vigore fino alla giornata odierna, per lasciare spazio al mercato libero.
L’archiviazione di tale regime, nato ormai nel lontano 1984 con l’intento di calmierare la produzione e quindi l’offerta di latte per scongiurare il pericolo del crollo dei prezzi, da sempre al centro del dibattito per gli allevatori, lascia spazio quindi al mercato libero che a tutt’oggi rimane un’incognita, a tratti più un pericolo che un’opportunità. E proprio a tal proposito gli allevatori della provincia romana non hanno voluto mancare numerosi ad un appuntamento in cui Coldiretti si è fatta, per l’ennesima volta, portavoce dei loro interessi di fronte alle stanze dei bottoni.
L’archiviazione del regime delle quote latte porta con sé una problematica di ampia portata che si identifica nelle ormai famigerate multe da pagare per il superamento del tetto massimo consentito. E proprio il sistema sanzionatorio è stato oggi uno degli elementi di discussione nell’ambito della presentazione del “Dossier sull’attuazione delle quote latte in Italia” da cui si evince che il paventato rischio di multe per l’Italia per lo sforamento del cap consentito nell’anno passato è stimato intorno ai 40 milioni di euro, a seguito di un trend di aumento del 3% rispetto allo scorso anno registrato dall’Agea tra aprile 2014 e gennaio 2015. “Dopo la mobilitazione degli allevatori Coldiretti è arrivato il regolamento comunitario che permette di rateizzare le multe di quest'anno per un massimo di tre anni e senza interessi ma occorre individuare soluzioni a livello nazionale di carattere strutturale” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “serve recuperare i ritardi accumulati e introdurre l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte a lunga conservazione e di quello impiegato nei formaggi e latticini”.
Quanto evidenziato dal Presidente si traduce in un rischio reale di invasione del latte proveniente dai paesi stranieri, anch’essi approdati al mercato libero dove sarà necessario identificare i nuovi profili economici. “Ormai da diversi mesi e ad alta voce – ha dichiarato Gabriel Battistelli, Direttore della Federazione di Roma – Coldiretti sta portando avanti una battaglia con l’obiettivo di restituire al mercato il valore aggiunto della trasparenza anche e soprattutto grazie alla indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero e imponendo uno stop al segreto sui flussi commerciali. Un primo passo che va completato con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti”.
Il Dossier ha riproposto inoltre quanto già rivendicato durante “Un giorno da allevatore”, la più grande maxi mungitura pubblica, che ha portato all’attenzione il problema del gap tra i prezzi medi praticati alla stalla e quanto pagato dal consumatore finale. Durante la lunga parentesi del regime delle quote latte si è passati da un ricarico del 63%, proprio nell’anno di avvio del regime, in cui si registrava un prezzo medio corrisposto agli allevatori di 0.245 euro al litro a fronte dello 0.40 di euro per litro corrisposto dai consumatori per l’acquisto dallo scaffale, al 317%, dato del 2015, dove di fronte ad un prezzo medio corrisposto agli allevatori di 0.36 euro si colloca, a dir poco asimmetricamente, il prezzo di 1.5 euro per litro pagato dal consumatore finale. Dal 1984 ad oggi solo una stalla su cinque pertanto è riuscita a sopravvivere alle massicce restrizioni imposte dal regolamento comunitario e ad oggi in Italia rimangono in piedi soltanto 36mila allevamenti a fronte delle 180 mila all’inizio degli anni’80.
Quanto subito dagli allevatori è sintetizzabile in un evidente squilibrio contrattuale tra le parti che fa sì che i trasformatori, abusando della posizione di favore che ricoprono all’interno del mercato, determinino un’applicazione di prezzi nella fase intermedia della filiera del latte che reprime ancora una volta l’operato degli allevatori che con enormi difficoltà non riescono sempre a coprire i costi di produzione“ E’ arrivato il momento che anche in Italia, così come avvenuto prima in Spagna e adesso in Francia – ha continuato Battistelli – l’Autorità garante si mobiliti in difesa degli allevatori che subiscono quotidianamente il perpetrarsi di un sistema che non fa altro che svuotare di significato il lavoro che ogni giorno mettono in campo”.
Sia in Francia che in Spagna l’Antitrust ha multato in modo significativo negli ultimi tempi alcune delle industrie lattiero casearie e pertanto adesso si sta cercando di porre rimedio a tali comportamenti scorretti con la messa a punto di un preciso sistema sanzionatorio. L’obiettivo che Coldiretti si è data insieme a Codacons è quello di analizzare il sistema di abusi di dipendenza economica nei confronti degli allevatori e cercare di porre in essere delle misure che possano ridare quanto prima dignità ad un settore che ormai da troppo tempo è costretto a subire attacchi su più fronti. Quanto discusso oggi ripropone la necessità ormai improrogabile di imbastire delle linee guida che possano traghettare al mercato libero senza tuttavia ripercussioni sugli allevatori ormai provati da mille difficoltà. Durante la manifestazione è stato distribuito in piazza vero latte in italiano e sponsor dell’evento è stata l’immancabile pronipote della mucca “Onestina” diventata negli anni il simbolo delle battaglie dei lavoratori onesti per il Made in Italy.

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