19 Aprile 2021
INFLAZIONE, COLDIRETTI VITERBO: BALZO DEI PREZZI DI FRUTTA E ASPARAGI PER CLIMA PAZZO

Balzo dei prezzi di frutta e verdura del 3,6% a causa del clima pazzo, che ha causato danni al raccolto con le gelate dei giorni scorsi e le bufere di vento. A peggiorare la situazione anche i momenti alternati di siccità, con pesanti effetti sulle coltivazioni già in sofferenza. A risentirne fortemente anche il viterbese dove si registrano i danni maggiori di tutto il Lazio: dagli asparagi elle fragole e poi ancora mandorli, nocciole e pomodori. Qui le temperature nei giorni scorsi sono scese fino a meno 10,5 in alcune zone come a Cinelli.

“I prezzi dei beni alimentari non lavorati – spiega il presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici – fanno segnare in generale su base tendenziale un aumento del +1%. Una situazione che favorisce le speculazioni nei campi, dove molti raccolti sono andati distrutti a causa del maltempo. 

A Viterbo è emerso il quadro più drammatico di tutto il Lazio, con diverse zone colpite come quella tra Canino, Vulci e Montalto di Castro, dove si sono registrati danni alle colture arboree, mandorlo, vite, nocciolo, agli asparagi a Montefiascone, Canino e sempre a Vulci danni ai kiwi, nonostante i trattamenti antigelo. Asparagi compromessi a Montalto di Castro e Tuscania, insieme a orticole e vigneti, danneggiati anche a Valentano. A Tarquinia oltre agli asparagi, anche carciofi, peschi e patate precoci. Decine di ettari di pomodori da ripiantare, danneggiati anche alcuni cocomeri”. 

 

A determinare un aumento dei costi di frutta e verdura sono naturalmente anche tutte le restrizione imposte a causa della pandemia, che ha portato alle chiusura dei ristoranti, delle pizzerie e pub con pesanti ripercussioni su tutta la filiera agroalimentare.

“A pesare sui prezzi - prosegue Pacifici - sono anche le chiusure della ristorazione, che privano di un importante mercato di sbocco produzioni deperibili. Di fronte ad una emergenza senza precedenti serve responsabilità con un “patto etico di filiera”, per garantire una adeguata remunerazione dei prodotti agricoli e privilegiare nella distribuzione il Made in Italy a tutela dell’economia, dell’occupazione e del territorio, come sostenuto dalla campagna Coldiretti #mangiaitaliano che stiamo portando avanti”.

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