1 Aprile 2021
PANNELLI SOLARI, COLDIRETTI VITERBO: INDIVIDUARE AREE NON IDONEE. NO A CONSUMO DEL SUOLO AGRICOLO PRODUTTIVO

“Siamo assolutamente favorevoli all’utilizzo e allo sviluppo delle energie rinnovabili. Serve, però, una pianificazione urbanistica e delle linee guida di riferimento per l’installazione di impianti eolici o fotovoltaici a terra in area agricola, che non è accettabile in quella produttiva”. E’ quello che Coldiretti Viterbo chiede ai comuni, ma anche alla Regione Lazio e agli enti interessati.

 

“I rapporti FAO evidenziano che l’incremento demografico previsto al 2050 farà aumentare la domanda mondiale di prodotti agricoli del 50% - spiega il presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici - rispetto ai livelli attuali. Non possiamo permetterci di perdere suolo agricolo con inevitabili conseguenze negative in termini ambientali, di sicurezza del territorio e paesaggistici, con un impatto negativo sui cambiamenti climatici. A risentirne sarebbe anche la vocazione turistica che caratterizza il nostro territorio, oltre al contesto storico e agroalimentare”. 

 

Solo nella zona della Tuscia in poco più di dieci anni sono stati presentati quasi 300 progetti, di cui risulterebbero già autorizzati o sottoposti alla procedura di via, almeno 9 progetti di impianti fotovoltaici a terra per un’estensione di circa 1200 ettari.

“Abbiamo proposto delle soluzioni alternative - aggiunge Pacifici - agli enti interessati dai Comuni alla Regione per valutare delle valide alternative al consumo di aree agricole produttive, ricorrendo all’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle aziende agricole”. 

Si registrano dati allarmanti anche in merito al calo della nascita di nuove imprese nella Tuscia. “Un calo che si attesta sul 15% e non possiamo mettere a rischio un settore strategico come è quello agroalimentare - conclude Pacifici - soprattutto in un periodo come questo. Sarebbe interessante, invece, valutare delle joint venture con le aziende che vogliono investire nel fotovoltaico, usando fondi per costruire delle stalle e installare sui tetti le pennellature. Quello di cui abbiamo bisogno è di azioni sinergiche che favoriscano lo sviluppo del territorio, ma non vadano a compromettere l’agroalimentare”.

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